La partita più lunga degli Australian Open.
5-7 6-4 6-2 6-7(5) 7-5.
Sei ore di botte da orbi.
Recuperi mai visti, sudore, sudore, sudore, corsa, corsa, corsa.
Io adoro gli atleti a tutto tondo. Quelli che magari meno (non poco, perchè altrimenti non si troverebbero lì) dotati di talento, suppliscono a questa carenza con voglia, allenamento e fisico.
Questa partita, a mio modo di vedere, è stata emozionante. Alcuni punti mi han fatto alzare in piedi sul divano, per non parlare del game di Nadal da 0-40 a servizio mantenuto.
Un giocatore che, a detta di molti giornalai, dovrebbe soffrire mentalmente il Djoker, si riprende giocando il miglior tennis che può tirar fuori, in una situazione del genere.
Alla fine, per colpa di uno sciagurato rovescio fuori di due dita sul 30-15, Nadal perde per due secondi gli appoggi e Djokovic breaka.
Finita? Sì. Cioè, quasi.
E' vero che il game dopo lo vince il serbo, aggiudicandosi così la finale, ma è anche vero che Nadal lo porta ai vantaggi.
Due leoni, un tennis aggressivo-difensivo e alcuni punti memorabili ci hanno regalato una finale spettacolare. E non me ne vogliano i fan del caro Roger, ma ora sono loro i mattatori, e spero di vedere ancora partite storiche come queste.
Pazienza se poi le vincerà ancora Djokovic.
Highlights:
*han levato il video cercatevelodasoli!*
Per quanto riguarda il tennis delle fig....femmine, niente da segnalare. La Azarenka (che inizio ad adorare) ha urlato in faccia alla povera Masha, che giustamente non se l'è neanche presa. Semplicemente ieri contro Vika avrebbe perso pure Agassi dei bei tempi.




