domenica 29 gennaio 2012

Quando il c...uore non basta.



La partita più lunga degli Australian Open.  
5-7 6-4 6-2 6-7(5) 7-5.
Sei ore di botte da orbi.
Recuperi mai visti, sudore, sudore, sudore, corsa, corsa, corsa.

Io adoro gli atleti a tutto tondo. Quelli che magari meno (non poco, perchè altrimenti non si troverebbero lì) dotati di talento, suppliscono a questa carenza con voglia, allenamento e fisico.

Questa partita, a mio modo di vedere, è stata emozionante. Alcuni punti mi han fatto alzare in piedi sul divano, per non parlare del game di Nadal da 0-40 a servizio mantenuto.
Un giocatore che, a detta di molti giornalai, dovrebbe soffrire mentalmente il Djoker, si riprende giocando il miglior tennis che può tirar fuori, in una situazione del genere.

Alla fine, per colpa di uno sciagurato rovescio fuori di due dita sul 30-15, Nadal perde per due secondi gli appoggi e Djokovic breaka.
Finita? Sì. Cioè, quasi.
E' vero che il game dopo lo vince il serbo, aggiudicandosi così la finale, ma è anche vero che Nadal lo porta ai vantaggi.

Due leoni,  un tennis aggressivo-difensivo e alcuni punti memorabili ci hanno regalato una finale spettacolare. E non me ne vogliano i fan del caro Roger, ma ora sono loro i mattatori, e spero di vedere ancora partite storiche come queste.
Pazienza se poi le vincerà ancora Djokovic.

Highlights:

 
*han levato il video cercatevelodasoli!*



Per quanto riguarda il tennis delle fig....femmine, niente da segnalare. La Azarenka (che inizio ad adorare) ha urlato in faccia alla povera Masha, che giustamente non se l'è neanche presa. Semplicemente ieri contro Vika avrebbe perso pure Agassi dei bei tempi.




giovedì 26 gennaio 2012

Sharapova - Azarenka







O anche "La finale da guardare col volume a 0".

Roger, Rafa e gli AO



Mi diverte sempre vedere le testate giornalistiche (non citiamole, dai) che riportano virgolettati mai pronunciati in conferenza stampa.
Sembra che nel 2012 scrivere:"Rafa gioca meglio" sia la stessa cosa che scrivere "Rafa gioca il suo miglior tennis contro di me"

Ma sì, che cambia? Diamo un taglio più umile alle dichiarazioni. Dimentichiamoci delle frecciatine a Nadal sulla superficie che ormai si assomiglia in tutti i tornei e permette a un giocatore di vincere dove, magari, mai avrebbe vinto (nella frase ci si è buttato anche lui, ma sappiamo bene a chi si riferisse).

Insomma, non è stata proprio una conferenza priva di risentimento come la voglion far passare. E ci mancherebbe poi altro.
Federer non è umile e chi segue un pò le sue vicessitudini, lo sa.

E' un giocatore meraviglioso, correttissimo, ma la stoccata mascherata da semplice commento lo lancia sempre quando perde. In punta di fioretto, come i suoi dropshot.
Del resto tutti han dei difetti, il suo è quello di essere il più grande giocatore di tennis di sempre e non perdonarsi niente.

Detto ciò, il primo finalista di questi (non troppo emozionanti) Australian Open, lo abbiamo. Domani arriverà il secondo.
Vediamo se Lendl fa il miracolo con Murray trasformandolo in un giocatore di tennis e non in un giocatore di Master 1000.

mercoledì 25 gennaio 2012

Errani Ciao, Djokovic wow!

Finisce con un'ottima prova contro la futura n.1 del mondo il torneo (in singolare) di Sara Errani.
Lottando con le unghie e con i denti riesce a realizzare otto game contro la mia favorita alla vittoria del torneo.

Nei quarti di finale maschili, invece, Nole Djokovic passa il turno con un bugiardissimo 3-0, dato che David Ferrer ha disputato un ottimo match (ultimo set a parte) e meritava sicuramente di aggiudicarsi una delle partite, più precisamente la seconda.

Domani la prima semifinale che vedrà contrapposti Roger Federer e la sua nemesi di sempre: Rafa Nadal.
A mio personalissimo parere, la partita sarà avvincente se Rafa riuscirà a contenere la partenza sprint del "Re". Se andrà invece per le lunghe (come penso), il favorito diventerà Rafa, altrimenti assisteremo al replay della partita ai master 2011.

lunedì 23 gennaio 2012

La Errani che non ti aspetti



Perchè diciamocelo, un quarto di finale, non te l'aspetti.
E' vero, le nostre giocatrici, in fin dei conti non son malaccio. Lasciando stare l'eccellenza (Schiavone-Pennetta), che (solitamente) ci fanno ben figurare sia in singolo che in doppio; anche le altre qualche volta hanno exploit importanti. Al contrario dei maschietti, ma questo è un altro discorso.

Questo, però, non è un exploit da poco. E' uno slam, un quarto di slam, non il primo turno vinto con qualche mediocre giocatrice uscita per un pelo dalle qualificazioni, maturato dopo un  6-2, 6-1.

Il turno? Fortunato, è raro incontrare la #38 in questo momento del torneo.
La Zheng Jie resta poca roba, ma pur sempre 10 posizioni sopra nella classifica WTA.



Cosa non da sottovalutare, poi, è che siamo ad inizio stagione. Chissà che Sara non prenda consapevolezza dei propri mezzi e ci regali un'annata importante.

Insomma, un buon tennis, un gran carattere e...Petra Kvitova.
La numero 2 del mondo che viaggia, a mio modo di vedere, verso la finale a vele spiegate.

La prova a cui è chiamata Sara può essere anche definita "impresa", e gli underdog piacciono molto al pubblico del tennis.



Vediamo cosa combina con la sua spaccabracc....babolat la nostra emiliana!